CULTURA ED EVENTI
In questi anni l’Amministrazione Comunale ha valorizzato il territorio con numerose iniziative e manifestazioni culturali che da un lato contribuiscono ad aumentare il flusso di visitatori e turisti a Montichiari, dall’altro richiamano periodicamente i cittadini monteclarensi a vivere appieno la propria città. Dalla rievocazione medioevale della fiera di S. Pancrazio, in occasione della festa del patrono sostenuta e supportata da numerosi gruppi locali e dalle imprese del territorio, alle manifestazioni della Stagione estiva (da giugno a settembre).Il Comune sostiene le attività delle associazioni socio-culturali con rilevanti contributi economici.
I beni storico-artistici
Ogni evento e manifestazione è sempre valorizzato dalla propria cornice e dalla struttura che lo ospita.Per questo anche a Montichiari si è prestata la massima cura nel recupero dei beni artistici e monumentali della città. Il Comune ha contribuito, dal 2003 ad oggi, alla nuova apertura del museo dell’agricoltura Giacomo Bergomi, del teatro Bonoris e del Castello per esposizioni e manifestazioni di vario genere, nonché all’inaugurazione di nuove realtà, come la Pinacoteca Pasinetti e la ripresa del Concorso biennale di pittura Treccani degli Alfieri, interrotto da circa 20 anni.
Il Teatro Bonoris
Nel 2003 ha riaperto il Teatro Sociale di Montichiari, uno dei gioielli della città.
Sorto nel 1890 come edificio destinato ad ospitare spettacoli, il teatro ora denominato Bonoris è stato restituito alla popolazione dopo circa 15 anni di restauro a fasi alterne e oggi ospita una rassegna teatrale di tutto rispetto, curata e scelta dall’Assessore alla Cultura che ha creduto e voluto fermamente portare a compimento tale opera. Il teatro dispone di 375 posti a sedere (102 in platea, 190 nei palchi e 83 in galleria) ed è gestito da un consiglio di amministrazione composto da quattro membri eletti dai palchettisti, quattro dal Comune e un presidente, designato dal Sindaco.
La rassegna teatrale conta circa 30 giorni di spettacoli, per i quali nel 2007 è stato registrato un numero di presenze superiore a 4.000 persone, con un incremento di circa 1.000 spettatori rispetto a tre anni prima.
Per il 2008 si sono incrementate le manifestazioni programmate proprio per andare incontro al gusto e alle richieste di un pubblico sempre più numeroso e vario.
Il teatro ha riscosso anche l’interesse dei più giovani cosa che ha spinto l’Amministrazione a pensare ad una programmazione fatta apposta per loro, il Teatro dei Ragazzi, che nel 2007 ha contato 2.420 presenze per 16 giorni di spettacolo, con un investimento di 16.000 euro. Questi dati dimostrano una sensibile crescita rispetto agli anni precedenti (2.300 presenze nel 2004, 2.380 nel 2005 e 2.400 nel 2006) a testimonianza del rinnovato interesse dei ragazzi per l’arte teatrale. È per questo che il Comune ha aumentato anche i giorni di programmazione per loro (13 giorni nel 2004) con un investimento ogni anno superiore di 1.000 euro.
Il Museo Bergomi
Dopo solo pochi anni dall’apertura al pubblico il Museo Giacomo Bergomi è molto attivo e svolge attività di tipo scientifico, divulgativo e didattico. La struttura è ospitata dal 2004 nel Padiglione Lombardia del Centro Fiera del Garda.
La collezione etnografica del museo, donata nel 1999 dal pittore bresciano Giacomo Bergomi all’Amministrazione comunale, comprende attrezzi e oggetti legati al mondo rurale, raccolti dal pittore stesso in quaranta anni di paziente ricerca: 6.000 utensili di diversa dimensione e materiale (legno, ferro, rame, marmo) provenienti prevalentemente dalle valli bresciane e parzialmente anche dalla provincia di Trento.
L’esposizione si articola attraverso due sale, quella permanente e quella temporanea: la prima si snoda attraverso le principali tappe del ciclo della vita e dell’anno tradizionali, mentre la seconda è destinata ad accogliere mostre tematiche a rotazione. Il Museo è inoltre dotato di un’area riservata alle attività didattiche, di una sala proiezioni con 50 posti a sedere e di una sala consultazione dotata di postazioni informatiche, di un bookshop e di una biblioteca-mediateca, aperta al pubblico, specializzata in antropologia museale e in didattica dei Beni demo-etno-antropologici. I visitatori possono inoltre disporre dell’ampio parcheggio e del punto di ristoro del Centro Fiera. Mediante l’attuazione di uno specifico programma di ricerca folcloristica il Museo contribuisce ad approfondire la conoscenza scientifica del proprio patrimonio e lo accresce progressivamente con l’acquisizione di nuovi beni demologici materiali e con la documentazione di testimonianze culturali non tangibili (testi orali, esecuzioni di musiche popolari, azioni rituali).
Tra le iniziative più importanti intraprese fino ad oggi rientrano: la catalogazione dei reperti di interesse demo-etnoantropologico (ben 2.700) e la loro manutenzione, iniziata nel 2007 da parte del gruppo Amici del Museo Giacomo Bergomi; la realizzazione di una guida cartacea del museo e l’organizzazione di tour guidati; l’implementazione della biblioteca interna.
A ciò si aggiungono gli eventi e le manifestazioni culturali quali una rassegna di video etnografici, gli incontri delle reti museali locali del Sistema dei Musei Etnografici e di Cultura Materiale della Provincia di Brescia, la prossima realizzazione del filmato su Giacomo Bergomi e l’organizzazione di attività sia di natura didattica (i laboratori) che ludica (feste di San Pancrazio, San Martino) rivolte alle scuole.
Il Museo infatti organizza durante l'Anno scolastico percorsi didattici rivolti a insegnanti e allievi delle Scuole di ogni ordine e grado. I percorsi si articolano nella visita guidata alle esposizioni del Museo e nell’attiva partecipazione a un laboratorio, differenziato per temi e classi d’età. La durata complessiva del percorso è di due ore e mezza. Attraverso un approccio interattivo e coinvolgente, la visita guidata si propone di far conoscere le principali tappe del ciclo della vita e dell’anno tradizionali, introducendo a un propositivo confronto con la realtà attuale, realizzato grazie all’ausilio di reperti materiali, immagini, suoni e video del passato. Nell’ora di laboratorio gli alunni delle Scuole dell’infanzia e primarie possono cimentarsi, presso l’Area didattica interna al Museo, nella manipolazione di oggetti e strumenti della tradizione, e nella riproduzione di alcune attività lavorative caratterizzate dall’uso di materiali ecologici. Gli studenti delle Scuole secondarie saranno invece guidati a esercitarsi sulle postazioni informatiche del Museo per approfondire e personalizzare i contenuti della loro visita.
Qui di seguito si riporta l’elenco delle iniziative intraprese e le osservazioni relative alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati per ciascuna di esse:
- Catalogazione dei reperti. Nel gennaio 2007 il Conservatore ha consegnato il lavoro di catalogazione, effettuata secondo il tracciato della Regione Lombardia BDM-SIRBeC, di 2.700 reperti di interesse demo-etno-antropologico, e di relative 2.700 fotografie digitalizzate, effettuate secondo gli standard previsti dall’Istituto Centrale del Catalogo e della Documentazione (ICCD). Alle schede dei reperti sono stati assegnati n. 2.699 numeri di catalogo generale. La relazione scientifica finale è stata compilata dal dr. Giancorrado Barozzi e consegnata insieme alle schede all’Unità Operativa Catalogazione, documentazione e sistemi informativi multimediali della Regione Lombardia. Le schede sono in corso di collaudo da parte del Conservatore, in collaborazione con la dr. Rita Gigante della Regione, per la pubblicazione sul sito.
- Manutenzione dei reperti. A partire da gennaio 2007 è stato avviato il lavoro di pulitura e manutenzione dei reperti, da parte del gruppo Amici del Museo Giacomo Bergomi, rappresentato dalla sig.ra Livia Bertoli e coordinato dal Conservatore. Se i reperti della parte di collezione donati dal sig. Bergomi al Comune di Montichiari erano già stati puliti e trattati con apposito antitarlo nel corso dei primi mesi del 2004, in occasione dell’inaugurazione del Museo, nella prima metà del 2007 il lavoro è stato svolto sugli oggetti della seconda parte della collezione, che originariamente era stata donata al Comune di Orzinuovi, dal settembre 2006 di proprietà del Comune di Montichiari e collocata nella Sala deposito e consultazione del Museo. A differenza del lavoro svolto nel 2004, si è deciso di lavorare con prodotti biologici ed ecocompatibili (impregnante per legno a base di cere e olio di lino della ditta Solas e antitarlo di preparazione artigianale a base di olii essenziali). È tuttora in corso la sistemazione del telaio settecentesco raccolto da Bergomi a Nadro in Valle Camonica, da parte del sig. Arrigo Morettini, Direttore del Museo Etnografico di Sabbio Chiese (BS).
- Realizzazione della Guida del Museo. Nel mese di aprile è stata realizzata la Guida del Museo, curata dal Direttore e dal Conservatore e stampata da Ciessegrafica. La Guida si articola in 74 pagine di testi (con traduzione a fronte dall’italiano all’inglese del prof. Giovanni Capra) con illustrazioni e fotografie del Museo. La Guida viene venduta al Museo al costo di 5,00 euro cadauna e distribuita gratuitamente agli insegnanti ed accompagnatori che partecipano alle attività didattiche.
- Implementazione della biblioteca del Museo. Sono stati acquistati 43 volumi pubblicati dalla casa editrice Priuli&Verlucca e dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina relativi a studi compiuti nell’ambito delle tradizioni popolari e della cultura materiale contadina, con particolare riferimento all’arco alpino. I volumi sono in corso di catalogazione da parte della Biblioteca di Montichiari e a breve potranno essere consultabili al Museo, previo accordo col Conservatore, e presi a prestito dal pubblico tramite la Biblioteca comunale. Nel corso dell’anno numerose sono state le richieste di prestito dei volumi già appartenenti alla biblioteca del Museo, in particolare riguardanti la Museologia e la Museografia.
- Rassegna di video etnografici “Lo specchio e gli altri”. Nel corso del mese di ottobre, presso la sala video e conferenze del Museo, ha avuto luogo la seconda edizione della rassegna di video di argomento etnografico “Lo specchio e gli altri”, articolata in quattro appuntamenti serali. Alle proiezioni sono stati presenti gli autori Carlo Simoni, Francesco Marano, Michele Trentini e Renato Morelli. Alla proiezione del filmato sono seguiti un vivace dibattito tra pubblico e autore e, infine, la degustazione di prodotti tipici locali offerti dal Comune di Montichiari. L’iniziativa ha visto una buona partecipazione di pubblico. Per la prossima edizione sarebbe auspicabile il coinvolgimento delle Scuole secondarie di secondo grado locali e degli allievi dell’insegnamento di Antropologia Culturale dell’Università Cattolica di Brescia.
- Partecipazioni agli incontri delle reti museali locali. Il Museo fa parte del Sistema dei Musei Etnografici e di Cultura Materiale della Provincia di Brescia, che, coordinato dal prof. Carlo Simoni, organizza presso il Centro Servizi Musei un tavolo di discussione con i rappresentanti dei Musei e delle Reti museali territoriali a cadenza bimestrale. Il Centro Servizi Musei della Provincia organizza anche la formazione permanente sulla catalogazione BDM a cadenza mensile e, a partire da gennaio 2008, sulla didattica nei Musei etnografici e di cultura materiale. Inoltre, il Museo partecipa alla rete dei Beni e dei Musei Etnografici Lombardi (REBEL) coordinata dal prof. Massimo Pirovano del Museo Etnografico dell’Alta Brianza, che si riunisce una volta al mese presso la Regione Lombardia per coordinare le iniziative comuni in vista della mostra presso la Manifattura Tabacchi di Milano, prevista per il 2009. Insieme ai rappresentanti degli altri Musei e monumenti monteclarensi è stata organizzata una riunione presso il Museo con il presidente della Fondazione Pianura Bresciana-Agenzia per il Turismo della Pianura, sig. Riccardo Geminati, per la definizione di percorsi turistici e didattici che valorizzino il patrimonio monumentale e museale di Montichiari.
- Realizzazione del filmato su Giacomo Bergomi. Nell’ambito delle attività intraprese da REBEL, grazie al contributo regionale erogato a beneficio della rete stessa, è stato deciso di realizzare un filmato sulla figura di Bergomi quale pittore antropologo e collezionista di reperti etnografici di provenienza bresciana, donati al Comune di Montichiari. La produzione dell’audiovisivo, della durata di 20 minuti e accompagnato da un breve estratto della durata di 5 minuti da visionare all’ingresso del Museo, è stata affidata al regista Mario Piavoli di Zefirofilm e coordinato dal Conservatore del Museo che ne cura i contenuti. Per la realizzazione del lavoro sono stati coinvolti Anna e Stefano Bergomi insieme ai membri del Comitato Bergomi, che hanno messo a disposizione l’archivio pittorico, filmico e fotografico di Giacomo, e fatto da tramite alla conoscenza di alcuni frequentatori del pittore-collezionista che sono stati intervistati. La conclusione del lavoro è prevista, in accordo con la Regione, per il giugno 2008.
- Didattica rivolta alle scuole. Le attività didattiche sono state progettate e coordinate dal Conservatore, avvalendosi della collaborazione di tre operatrici didattiche adeguatamente formate (dott.ssa Samantha Margoni, dott.ssa Giovanna Bellandi, sig.ra Sandra Barosi). Nel corso dell’anno 2007 hanno usufruito del servizio di visita guidata e laboratorio interattivo, della durata di due ore e mezza complessivi, 23 classi di Scuole (tra materne, primarie e secondarie di primo grado) da gennaio a giugno, e 27 da ottobre a dicembre, queste ultime suddivise tra il Museo Bergomi (n. 17 classi) e la mostra “I Longobardi nel Bresciano” (n. 10 classi), ospitata nello spazio del Museo dedicato alle mostre temporanee (laboratorio “La realizzazione dei monili”). Le attività di laboratorio, come per l’anno 2006, hanno riguardato nel 2007 i seguenti temi: “L’alpeggio e la malga”, “Il raccolto”, “La filatura e la tessitura”, “L’incisione del legno”, “Il ciclo dell’anno”, a cui è stato recentemente aggiunto “Riciclare con creatività”, dedicato al tema del recupero e del rattoppo nelle civiltà agricole tradizionali, stimolando la riflessione sull’importanza del riciclaggio dei materiali in epoca attuale mediante la costruzione di un burattino-giocattolo con materiali di recupero. Tutti i materiali utilizzati nelle attività di laboratorio (legno non verniciato, carta, lana, feltro, lana di pecora, mais, latte e panna, argilla, juta, uova dipinte a tempera, matite, pastelli a cera, ecc.) sono ecologici e privi di sostanze tossiche. Le attività hanno pienamente confermato il raggiungimento degli obiettivi formativi e cognitivi preposti, in termini di rafforzamento dell’identità locale, invito al rispetto per i beni culturali etnografici materiali e immateriali, riscoperta del dialetto locale, invito all’interazione culturale tra giovani ed anziani, analisi e sintesi degli argomenti affrontati nella visita, apprendimento di nozioni riguardanti le tradizioni e la cultura materiale locale, coinvolgimento multi-sensoriale, partecipazione al lavoro di gruppo. Per il prossimo anno, al fine di raccogliere maggiori adesioni alle attività didattiche del Museo, sarebbe auspicabile la spedizione del pieghevole informativo direttamente all’attenzione degli insegnanti di Lettere, Storia ed Educazione tecnologica delle Scuole primarie e secondarie del territorio bresciano, con la collaborazione del C.S.A. di Brescia.
- San Pancrazio, San Martino, pomeriggio pre-natalizio al Museo. Oltre all’attività didattica ordinaria con le scuole, il Museo ha proposto attività ludiche e di manipolazione di materiali tradizionali (mais, lana, legno, raffia, vimini) nel corso di manifestazioni organizzate dal Comune per le vie e le piazze di Montichiari: San Pancrazio (11 maggio) e San Martino (11 novembre). Il 16 dicembre è stata organizzata al Museo la consueta attività pre-natalizia, ad ingresso gratuito, di gioco e manipolazione, rivolta a bambini dai 4 ai 12 anni. Quest’anno l’attività è stata dedicata al tema della luce e alla costruzione di una candela con cera ecologica colorata, che ogni bambino ha portato via con sé. Ad essa hanno preso parte 30 bambini, accompagnati da almeno un genitore. All’attività ludica è seguìto il concerto itinerante del gruppo Cafè di Piöcc e una degustazione di prodotti tipici locali, cui hanno partecipato numerosi adulti.
- Visite guidate a gruppi di adulti. Nel corso dell’anno 2007 hanno usufruito del servizio di visita guidata complessivamente 12 gruppi organizzati di adulti, così suddivisi: 4 gruppi tra gennaio e giugno hanno visitato il Museo Bergomi, mentre 9 gruppi la mostra “I Longobardi nel Bresciano”. Le visite guidate sono della durata di un’ora e mezza ciascuna. Per il prossimo anno sarebbe auspicabile una maggiore pubblicità della nostra realtà museale presso gruppi e associazioni locali, e in particolare presso i Centri Anziani del territorio della pianura bresciana.
- Collaborazione col Centro Diurno “Casa Bianca”. Nel corso dell’anno 2007 è stata confermata la fattiva collaborazione tra il Museo e il Centro Diurno di Montichiari, grazie all’interazione tra il Conservatore e i sigg. Enrico Maria Rossi e Livia Bertoli. Il Conservatore ha svolto tre lezioni interattive, di due ore ciascuna, riguardanti la storia della cultura materiale locale e due ricerche di testimonianze orali sui mestieri tradizionali dei Ronchi di Brescia e in alta Valle Trompia. Nel corso dell’anno 2008 è previsto l’avvio del “Progetto Memoria”, dedicato alla raccolta sistematica di informazioni di storia orale sulla vita e le tradizioni contadine ed artigianali di Montichiari, mediante registrazione su videocamera digitale.
Orari di apertura: martedì e venerdì 9.00-13.00 - mercoledì 9.00-13.00 e 14.00-18.00 sabato e domenica 14.00-19.00.
La Pinacoteca Lechi
Presso il palazzo Tabarino, ex municipio, troverà sede la nuova Pinacoteca Lechi. Il 31 maggio 2005, il notaio Lechi ha donato al Comune di Montichiari un patrimonio di 117 opere d’arte tra olii, tavole e carte che andranno a costituire la futura pinacoteca di Palazzo Tabarino. Il patrimonio del museo verrà arricchito da altre due donazioni: un’ulteriore raccolta scelta di quadri ora in possesso del fratello dott. Piero e due collezioni di libri antichi. Nel giro di qualche anno, insomma, l’arte sarà più che mai di casa a Montichiari. Le donazioni Lechi, la Pasinetti e la Bergomi sono solo i primi importanti tasselli destinati a trasformare la città in un luogo di rilievo per storia e arte.
Il palazzo: gli interventi da effettuare sul palazzo prevedono il prolungamento e l’integrazione dei due corpi scala (del palazzo comunale e dell’ex pretura) con due impianti di ascensore ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Iniziando dall’accesso di via Martiri nell’edificio finora ospitante il giudice di pace, i locali a destra saranno destinati a servizi quali la libreria, la biglietteria, il bookshop, e la ristorazione con facile collegamento al prospiciente cortile dove potranno essere sistemati nel periodo estivo dei tavolini per la pausa. Dalla biglietteria avrà poi inizio il percorso di visita al piano terra per le mostre temporanee e al primo piano per la collezione permanente. Dalla parte opposta, a sinistra, sempre al piano terra, è stata prevista un’area riservata alle attività didattiche legate al museo (restauro, laboratori) con annessi servizi igienici in modo da consentirne l’uso in maniera autonoma rispetto alla pinacoteca. Nella sala consiliare dell’ex municipio si prevede il restauro conservativo per le pareti ed il soffitto affrescati; il pavimento sarà in pietra policroma in modo da poterla adibire a convegni e conferenze o per esposizioni di pezzi di particolare valore. Per quanto riguarda gli esterni, per i prospetti è prevista una revisione e successo restauro architettonico in collaborazione stretta con la Soprintendenza ai Beni Architettonici di Brescia. I lavori dovrebbero concludersi nel giugno del 2009.
La collezione: Il valore delle opere donate dal notaio Lechi si aggira intorno ai 20 milioni di euro, tra tele di maestri bresciani del 1600-1700 e numerosi lavori del Pitocchetto.
Il destino della quadreria Lechi, dal 1968 - anno della pubblicazione del libro “I quadri delle collezioni Lechi in Brescia”, introdotto da Roberto Longhi e curato da Fausto Lechi, padre di Luigi - seguì da allora le pieghe di una storia dai risvolti ora trionfali ora drammatici, quasi a impaginare un’epopea la cui iperbole emozionale fu senza dubbio il breve possesso, tra il 1798 e il 1803, dello Sposalizio della Vergine di Raffaello, oggi conservato nella Pinacoteca di Brera. L’ultimo capitolo di questa affascinante vicenda di storia del collezionismo bresciano, ha come incipit il nome di Montichiari, dato che Luigi Lechi ha recentemente donato la propria importante collezione pittorica alla città in cui, per oltre quaranta anni, ha esercitato l’attività notarile.
Le opere, tra dipinti, disegni e stampe (vincolati e inalienabili), in cui s’indovina spesso il leitmotiv di quella “pittura della realtà in Lombardia”, che nel ‘600 e ‘700 fece dell’opera d’arte la finestra di una quotidianità popolare, umile e dimessa. Tra le opere più importanti ricordiamo la Madonna col Bambino, di Mattia Preti, una Sacra Conversazione di scuola veneta, numerosi lavori del Pitocchetto e un San Domenico fra i santi Pietro e Paolo del Ferrari.
La Pinacoteca Pasinetti
Il 15 dicembre 2007 è stata inaugurata la pinacoteca dedicata ad Antonio e Laura Pasinetti, effettiva donatrice delle opere del nonno alla città, che raccoglie circa 500 opere d’arte realizzate da Antonio Pasinetti (1863-1940), pittore nativo di Montichiari e dal nipote.
Con l’apertura della Pinacoteca Pasinetti, dopo un lungo restauro, si conclude l’allestimento dell’ex ospedale, edificio di prestigio riportato in vita dall’attuale amministrazione comunale.
La pinacoteca è gestita da un Comitato d’onore, composto per il Comune dal Sindaco Gianantonio Rosa e dall’Assessore alla Cultura Elena Zanola.
Il Castello
Sulla collina di San Pancrazio sorgono le mura che cingono il Castello Bonoris, il maniero feudale ceduto nel 1890 insieme al parco circostante (mq 2.200) al conte bresciano Gaetano Honoris (1861-1923) con l’obbligo di riedificare la rocca nella forma di un castello. Vennero così demoliti i vecchi ruderi rimasti e venne costruito il castello attuale, stile maniero feudale, su progetto iniziale dell'architetto bresciano Antonio Tagliaferri, variato e rimaneggiato dal proprietario che volle ispirarsi ad analogo castello costruito nel 1881, in occasione dell'esposizione nazionale del 1884 a Torino nel Parco del Valentino. Vari contrasti fra i due terminarono con la scissione del contratto e Gaetano Bonoris si rivolse all'architetto bresciano Carlo Melchiotti, che diresse la fabbrica dal 1895 al 1900.
Fu dunque costruito un castello simile nello stile e nel disegno alla rocca torinese ispirata al castello valdostano di Fenis, e al castello del borgo del Valentino.
Gli affreschi interni delle sale e quelli esterni sono opera del pittore Giuseppe Rollini che copiò quelli dei castelli piemontesi del secolo XV. Tutti i mobili e gli arredi furono eseguiti da Carlo Arboletti tra il 1900 e il 1907 imitando, nello stile e nel disegno, quelli della rocca torinese, ispirata essenzialmente al castello valdostano di Fenis.
All'interno il maniero è arricchito da numerosi locali fra i quali notevoli sono quello della sala baronale, della sala delle armi con ricca collezione e la piccola e raffinata cappella gentilizia.
In uno spazio interno si trova il grazioso cortile con balconate in legno e pareti completamente affrescate. Salendo la breve scala in pietra ci s'imbatte nel grande dipinto centrale raffigurante il leggendario martire San Giorgio che, dall'alto del suo bianco destriero, colpisce a morte il drago salvando così la vita della bella principessa figlia del re di Silene. Sulla sommità della parte di fronte un grande affresco riporta lo stemma comitale del padrone di casa.
Il parco del castello: acquistato dall’Amministrazione Comunale, ha una vegetazione rigogliosa, che comprende numerose varietà di essenze pregiate, alberi centenari e un giardino all’italiana.
Il Castello ospita eventi come il Maggio Medievale Monteclarense e glispettacoli della Stagione estiva, in virtù dei quali nel 2007 sono affluiti quasi 3.000 visitatori, il 18% in più rispetto al 2004 (Tabella "Il Castello") . Dal primo anno della seconda tornata amministrativa del Sindaco Rosa, il Comune ha investito per la promozione degli eventi nel castello dagli iniziali 37.850 euro previsti agli effettivi 50.000 euro stanziati nel 2007.
Altri musei
Il patrimonio museale di Montichiari è arricchito inoltre dal Museo Archeologico e dal Museo delle Armi.
Il Museo Archeologico è nato nel febbraio del 1989 da alcuni appassionati di storia locale riuniti nel GAM, Gruppo Archeologico Monteclarense. L’associazione, con sede in un edificio di proprietà comunale restaurato allo scopo, si occupa della tutela e promozione del patrimonio archeologico-monumentale di Montichiari e del territorio della bassa pianura orientale bresciana.
In questi anni il GAM ha raccolto e documentato su supporto informatico una mole considerevole di informazioni e dati relativi ad un centinaio di aree archeologiche, che sono stati organizzati in un archivio cinefotografico e grafico.
Il Museo delle armi ha sede all'interno dell'ex Coro della Chiesa di S. Maria del Suffragio (Piazza del Teatro). Il Museo è nato dal desiderio delle Associazioni Combattentistiche Monteclarensi di raccogliere lettere, armi divise e bandiere perché divenissero memoria e riflessione del sacrificio di tanti giovani combattenti. I documenti e i reperti custoditi nel museo si riferiscono ad un lungo periodo storico, dalla Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte (1796) alla Seconda Guerra Mondiale.
Gli eventi
In questo quadro di rinnovato interesse per l’arte e la cultura si inserisce l’offerta monteclarense di manifestazioni sempre più partecipate, come la fiera di S. Pancrazio (Maggio Medioevale Monteclarense) che fa da apripista alla stagione estiva prima e teatrale poi, in autunno, di spettacoli di musica, prosa e poesia (Tabella "Eventi") .Fiera di San Pancrazio (Maggio Medioevale Monteclarense)
La manifestazione coinvolge associazioni, gruppi e singole persone impegnate nell’organizzazione di una festa che per sette giorni, durante il mese di maggio, fa assumere le antiche fattezze medievali alla città, con sfilate in costumi d’epoca, concerti e spettacoli presso le mura del Castello o nel parco adiacente.
Dalla prima edizione (2000) sono passati ben nove anni e la manifestazione è stata subito molto apprezzata dai monteclarensi, come dimostra l’incremento di richieste di partecipazione anno dopo anno.
Stagione Estiva
Anche nell’estate del 2007 l’Amministrazione ha riproposto ‘Vivi Montichiari’, l’ormai classica rassegna culturale che ha offerto ai cittadini quasi 50 spettacoli da giugno a settembre, un numero significativo di eventi questo, che supera quello degli anni precedenti sempre col medesimo obiettivo di accontentare i gusti di un pubblico diverso per età e gusti.
La biblioteca Giovanni Treccani degli Alfieri
L’ex ospedale nella piccola piazza San Rocco oggi risplende di luce propria.L’Amministrazione Comunale ha riportato in vita la struttura destinandovi due piani alla biblioteca comunale, con 30 postazioni internet a disposizione per ricerche ed informazioni e prevedendo uno spazio giochi per i bimbi, per avvicinarli al piacere della lettura. La biblioteca ha anche una ricca emeroteca e una sezione dedicata alla storia locale, che si arricchisce ogni anno di più grazie alle tante pubblicazioni del Comune e di studiosi e ricercatori monteclarensi. (Tabella "Patrimonio librario complessivo")
Tra le tante iniziative organizzate dalla biblioteca, l’apertura pomeridiana nel primo sabato del mese è una soluzione utile per avvicinare le persone alla lettura, nel relax di un giorno dopo una settimana di lavoro o di studio.
La biblioteca è molto apprezzata dagli abitanti di Montichiari e le cifre rilevate lo confermano: nel 2007 i tesserati alla Biblioteca sono stati 2.263, più di 400 rispetto all’anno precedente. (Tabella "Tesserati") (Tabella "Attività della biblioteca")
La biblioteca di Montichiari è inserita nel circuito interbibliotecario bresciano, dove la ricchezza dello scambio culturale è testimoniata dal numero elevato di movimenti dei volumi catalogati. (Tabella "Prestito interbibliotecario") (Grafico "Prestito interbibliotecario")


